Nigra Sum Madonne Nere d’Europa

Itri (LT), santuario di Maria Santissima della Civita

Censimento Madonne nere “Nigra sum”, Madonna nera

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Itri (LT), santuario di Maria Santissima della Civita
Italia
There are no translations available. Intitolazione: Maria Santissima della Civita Nazione: Italia Luogo: Itri (LT), santuario di Maria Santissima della Civita Tipologia: dipinto/icona Materia/Tecnica: su tela, già montata su tavola poi su lastra di rame Iconografia: Madonna con il Bambino Descrizione: L'icona rappresenta la Vergine incoronata con le mani aperte in segno di benedizione. Anche il Bambino, che tiene in grembo, apre le mani nella stessa posa. La carnagione di Maria appare più scura di quella di Gesù. Tradizioni/Venerazione: Secondo la tradizione l’immagine, dipinta da san Luca, si trovava in origine nella chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli. Nel VIII sec. due monaci basiliani cercarono di salvarla dalla furia iconoclasta, ma, sorpresi, furono rinchiusi in una cassa con l'icona e gettati in mare. Dopo più di cinquanta giorni la cassa giunse miracolosamente a Messina. Grande fu lo stupore della popolazione quando, aperta la cassa, vide i due religiosi sani e salvi con l’immagine tra le loro braccia. Il quadro fu collocato nella cattedrale di Messina e divenne oggetto di venerazione, sennonché un giorno scomparve, per essere ritrovato per caso sulla sommità del Monte della Civita, nel territorio di Itri, da un pastore sordomuto, il quale riacquistò all'istante la parola e l’udito. Egli corse subito in paese a dare la buona notizia e il dipinto fu affidato ai monaci benedettini. Il flusso di pellegrini aumentò costantemente, così come il numero dei miracoli, il più celebre dei quali avvenne il 21 luglio 1527, allorché fu debellata un’epidemia di peste. Da allora la festa della Madonna della Civita si celebra il 21 luglio. Storia: Il primo documento che menzioni un edificio dedicato al culto dell’immagine risale al 1147 ed è conservato a Montecassino: si parla di un'offerta per la ricostruzione del piccolo santuario della Civita, il quale quindi doveva esistere già da un po'. Nel 1491 mons. Francesco Patrizi, Vescovo di Gaeta, inaugurò il nuovo santuario, intitolandolo all’Immacolata. Il crescente numero di pellegrini rese presto necessaria la realizzazione di un nuovo edificio, terminato nel 1826. Dal 1985 il santuario è affidato alle cure dei Padri Passionisti. Stato/Restauri: Ha subito vari interventi nel corso dei secoli. Nel 1774 Giovanni Pandozzi sostituì l'antica tavola con una lastra di rame e restaurò la tela con l'immagine. Nel 1815, dopo che un fulmine aveva colpito il dipinto, Filippo Conca sistemò la tela su di un telaio di legno e così è giunta fino a noi. L'ultimo importante restauro è stato effettuato dal prof. Edelwais Frezzan nel 1953. Il quadro è stato infine ripulito dalla ditta Koiné di Roma nel 2002. Incoronazioni: E' stata incoronata due volte: nel 1777 e nel 1877. Sito Web: http://www.santuariodellacivita.com (sito ufficiale)http://www.istitutospiov.ithttp://www.visitaitri.ithttp://www.webpontino.ithttp://it.wikipedia.orghttp://www.mariadinazareth.ithttp://www.angolohermes.com
Intitolazione: Maria Santissima della Civita
Nazione: Italia
Luogo: Itri (LT), santuario di Maria Santissima della Civita
Tipologia: dipinto/icona
Materia/Tecnica: su tela, già montata su tavola poi su lastra di rame
Iconografia: Madonna con il Bambino
Descrizione: L'icona rappresenta la Vergine incoronata con le mani aperte in segno di benedizione. Anche il Bambino, che tiene in grembo, apre le mani nella stessa posa. La carnagione di Maria appare più scura di quella di Gesù.
Tradizioni/Venerazione: Secondo la tradizione l’immagine, dipinta da san Luca, si trovava in origine nella chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli. Nel VIII sec. due monaci basiliani cercarono di salvarla dalla furia iconoclasta, ma, sorpresi, furono rinchiusi in una cassa con l'icona e gettati in mare. Dopo più di cinquanta giorni la cassa giunse miracolosamente a Messina. Grande fu lo stupore della popolazione quando, aperta la cassa, vide i due religiosi sani e salvi con l’immagine tra le loro braccia. Il quadro fu collocato nella cattedrale di Messina e divenne oggetto di venerazione, sennonché un giorno scomparve, per essere ritrovato per caso sulla sommità del Monte della Civita, nel territorio di Itri, da un pastore sordomuto, il quale riacquistò all'istante la parola e l’udito. Egli corse subito in paese a dare la buona notizia e il dipinto fu affidato ai monaci benedettini. Il flusso di pellegrini aumentò costantemente, così come il numero dei miracoli, il più celebre dei quali avvenne il 21 luglio 1527, allorché fu debellata un’epidemia di peste. Da allora la festa della Madonna della Civita si celebra il 21 luglio.
Storia: Il primo documento che menzioni un edificio dedicato al culto dell’immagine risale al 1147 ed è conservato a Montecassino: si parla di un'offerta per la ricostruzione del piccolo santuario della Civita, il quale quindi doveva esistere già da un po'. Nel 1491 mons. Francesco Patrizi, Vescovo di Gaeta, inaugurò il nuovo santuario, intitolandolo all’Immacolata. Il crescente numero di pellegrini rese presto necessaria la realizzazione di un nuovo edificio, terminato nel 1826. Dal 1985 il santuario è affidato alle cure dei Padri Passionisti.
Stato/Restauri: Ha subito vari interventi nel corso dei secoli. Nel 1774 Giovanni Pandozzi sostituì l'antica tavola con una lastra di rame e restaurò la tela con l'immagine. Nel 1815, dopo che un fulmine aveva colpito il dipinto, Filippo Conca sistemò la tela su di un telaio di legno e così è giunta fino a noi. L'ultimo importante restauro è stato effettuato dal prof. Edelwais Frezzan nel 1953. Il quadro è stato infine ripulito dalla ditta Koiné di Roma nel 2002.
Incoronazioni: E' stata incoronata due volte: nel 1777 e nel 1877.
Sito Web: http://www.santuariodellacivita.com (sito ufficiale)http://www.istitutospiov.ithttp://www.visitaitri.ithttp://www.webpontino.ithttp://it.wikipedia.orghttp://www.mariadinazareth.ithttp://www.angolohermes.com
Intitolazione: Maria Santissima della Civita
Nazione: Italia
Luogo: Itri (LT), santuario di Maria Santissima della Civita
Tipologia: dipinto/icona
Materia/Tecnica: su tela, già montata su tavola poi su lastra di rame
Iconografia: Madonna con il Bambino
Descrizione: L'icona rappresenta la Vergine incoronata con le mani aperte in segno di benedizione. Anche il Bambino, che tiene in grembo, apre le mani nella stessa posa. La carnagione di Maria appare più scura di quella di Gesù.
Tradizioni/Venerazione: Secondo la tradizione l’immagine, dipinta da san Luca, si trovava in origine nella chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli. Nel VIII sec. due monaci basiliani cercarono di salvarla dalla furia iconoclasta, ma, sorpresi, furono rinchiusi in una cassa con l'icona e gettati in mare. Dopo più di cinquanta giorni la cassa giunse miracolosamente a Messina. Grande fu lo stupore della popolazione quando, aperta la cassa, vide i due religiosi sani e salvi con l’immagine tra le loro braccia. Il quadro fu collocato nella cattedrale di Messina e divenne oggetto di venerazione, sennonché un giorno scomparve, per essere ritrovato per caso sulla sommità del Monte della Civita, nel territorio di Itri, da un pastore sordomuto, il quale riacquistò all'istante la parola e l’udito. Egli corse subito in paese a dare la buona notizia e il dipinto fu affidato ai monaci benedettini. Il flusso di pellegrini aumentò costantemente, così come il numero dei miracoli, il più celebre dei quali avvenne il 21 luglio 1527, allorché fu debellata un’epidemia di peste. Da allora la festa della Madonna della Civita si celebra il 21 luglio.
Storia: Il primo documento che menzioni un edificio dedicato al culto dell’immagine risale al 1147 ed è conservato a Montecassino: si parla di un'offerta per la ricostruzione del piccolo santuario della Civita, il quale quindi doveva esistere già da un po'. Nel 1491 mons. Francesco Patrizi, Vescovo di Gaeta, inaugurò il nuovo santuario, intitolandolo all’Immacolata. Il crescente numero di pellegrini rese presto necessaria la realizzazione di un nuovo edificio, terminato nel 1826. Dal 1985 il santuario è affidato alle cure dei Padri Passionisti.
Stato/Restauri: Ha subito vari interventi nel corso dei secoli. Nel 1774 Giovanni Pandozzi sostituì l'antica tavola con una lastra di rame e restaurò la tela con l'immagine. Nel 1815, dopo che un fulmine aveva colpito il dipinto, Filippo Conca sistemò la tela su di un telaio di legno e così è giunta fino a noi. L'ultimo importante restauro è stato effettuato dal prof. Edelwais Frezzan nel 1953. Il quadro è stato infine ripulito dalla ditta Koiné di Roma nel 2002.
Incoronazioni: E' stata incoronata due volte: nel 1777 e nel 1877.
Sito Web: http://www.santuariodellacivita.com (sito ufficiale)http://www.istitutospiov.ithttp://www.visitaitri.ithttp://www.webpontino.ithttp://it.wikipedia.orghttp://www.mariadinazareth.ithttp://www.angolohermes.com
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