Nigra Sum Madonne Nere d’Europa

Roma, chiesa di Santa Francesca Romana

Censimento Madonne nere “Nigra sum”, Madonna nera

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Roma, chiesa di Santa Francesca Romana
Italia
There are no translations available. Intitolazione: Madonna del Conforto o Santa Maria Nova Nazione: Italia Luogo: Roma, chiesa di Santa Francesca Romana, altare maggiore Tipologia: dipinto/icona Materia/Tecnica: encausto su tela (?) Epoca: V sec. Iconografia: Madonna con il Bambino (Odigitria) Tradizioni/Venerazione: Il dipinto è ritenuto una copia della leggendaria Madonna Odigitria di Costantinopoli. Nell'anno 1100 sarebbe stato trasportato da Troia a Roma da Angelo Frangipane, reduce dalla Terra Santa. Tradizione vuole che ai piedi di questa immagine, il 15 agosto 1425, santa Francesca Romana abbia fatto la propria oblazione al Signore. Storia: Conservata probabilmente nella chiesa di Santa Maria Nova (l'attuale Santa Francesca Romana) già dal IX sec., quando un terremoto distrusse Santa Maria Antiqua, nel XIII sec. la tavola fu coperta con un altro dipinto e fu riscoperta solo nel 1950 durante un rocambolesco restauro. Stato/Restauri: Verso la metà del XX sec. i monaci olivetani decisero di far restaurare da Margherita Guarducci e Pico Cellini una tavola ottocentesca raffigurante la Vergine. Sotto lo strato più recente i restauratori scoprirono però altri due volti risalenti al XIII sec. E sotto questi due ne rinvennero altrettanti, dipinti su tela di lino a encausto, uno dei quali databile al V sec. Sito Web: http://www.interno.ithttp://it.wikipedia.orghttp://www.comuneospedaletto.ithttp://www.tatarte.it
Intitolazione: Madonna del Conforto o Santa Maria Nova
Nazione: Italia
Luogo: Roma, chiesa di Santa Francesca Romana, altare maggiore
Tipologia: dipinto/icona
Materia/Tecnica: encausto su tela (?)
Epoca: V sec.
Iconografia: Madonna con il Bambino (Odigitria)
Tradizioni/Venerazione: Il dipinto è ritenuto una copia della leggendaria Madonna Odigitria di Costantinopoli. Nell'anno 1100 sarebbe stato trasportato da Troia a Roma da Angelo Frangipane, reduce dalla Terra Santa. Tradizione vuole che ai piedi di questa immagine, il 15 agosto 1425, santa Francesca Romana abbia fatto la propria oblazione al Signore.
Storia: Conservata probabilmente nella chiesa di Santa Maria Nova (l'attuale Santa Francesca Romana) già dal IX sec., quando un terremoto distrusse Santa Maria Antiqua, nel XIII sec. la tavola fu coperta con un altro dipinto e fu riscoperta solo nel 1950 durante un rocambolesco restauro.
Stato/Restauri: Verso la metà del XX sec. i monaci olivetani decisero di far restaurare da Margherita Guarducci e Pico Cellini una tavola ottocentesca raffigurante la Vergine. Sotto lo strato più recente i restauratori scoprirono però altri due volti risalenti al XIII sec. E sotto questi due ne rinvennero altrettanti, dipinti su tela di lino a encausto, uno dei quali databile al V sec.
Sito Web: http://www.interno.ithttp://it.wikipedia.orghttp://www.comuneospedaletto.ithttp://www.tatarte.it
Intitolazione: Madonna del Conforto o Santa Maria Nova
Nazione: Italia
Luogo: Roma, chiesa di Santa Francesca Romana, altare maggiore
Tipologia: dipinto/icona
Materia/Tecnica: encausto su tela (?)
Epoca: V sec.
Iconografia: Madonna con il Bambino (Odigitria)
Tradizioni/Venerazione: Il dipinto è ritenuto una copia della leggendaria Madonna Odigitria di Costantinopoli. Nell'anno 1100 sarebbe stato trasportato da Troia a Roma da Angelo Frangipane, reduce dalla Terra Santa. Tradizione vuole che ai piedi di questa immagine, il 15 agosto 1425, santa Francesca Romana abbia fatto la propria oblazione al Signore.
Storia: Conservata probabilmente nella chiesa di Santa Maria Nova (l'attuale Santa Francesca Romana) già dal IX sec., quando un terremoto distrusse Santa Maria Antiqua, nel XIII sec. la tavola fu coperta con un altro dipinto e fu riscoperta solo nel 1950 durante un rocambolesco restauro.
Stato/Restauri: Verso la metà del XX sec. i monaci olivetani decisero di far restaurare da Margherita Guarducci e Pico Cellini una tavola ottocentesca raffigurante la Vergine. Sotto lo strato più recente i restauratori scoprirono però altri due volti risalenti al XIII sec. E sotto questi due ne rinvennero altrettanti, dipinti su tela di lino a encausto, uno dei quali databile al V sec.
Sito Web: http://www.interno.ithttp://it.wikipedia.orghttp://www.comuneospedaletto.ithttp://www.tatarte.it
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