Nigra Sum Madonne Nere d’Europa

Susa (TO), Museo Diocesano d'Arte Sacra

Censimento Madonne nere “Nigra sum”, Madonna nera

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Susa (TO), Museo Diocesano d'Arte Sacra
Italia
There are no translations available. Intitolazione: Madonna della Neve Nazione: Italia Luogo: Susa (TO), Museo Diocesano d'Arte Sacra (nei locali della Rettoria, annessi alla Chiesa della Madonna del Ponte) Tipologia: trittico Materia/Tecnica: ottone inciso a bulino Dimensioni: 57,3 × 51, 4 cm Epoca: 1358 ca. Autore: anonimo scultore di scuola fiamminga Iconografia: Madonna con il Bambino tra san Giorgio, san Giovanni Battista (?) e il committente Descrizione: Il Trittoco del Rocciamelone, che pesa 7 kg, interamente inciso con il bulino, è composto da tre parti terminanti a cuspide, unite da quattro cerniere: a quella centrale, più grande, sono collegate due più piccole a foma di trapezio, che fungono da sportelli, in maniera da rendere più comodo il trasporto del trittico. Sulla tavola centrale è rappresentata la Madonna seduta su un trono a cassapanca mentre tiene in braccio il piccolo Gesù, che in una mano regge una sfera, simbolo del mondo, e con l'altra accarezza il mento della madre. Entrambi hanno il capo circondato da un'aureola. Sull'anta di sinistra è rappresentato san Giorgio a cavallo nell'atto di trafiggere con la sua lancia il drago; mentre su quella di sinistra c'è un santo con la barba, probabilmente san Giovanni Battista (patrono dei Cavalieri di Malta), con le mani posate sulle spalle di un guerriero inginocchiato che rappresenta il committente del trittico, Bonifacio Rotario. Tutte le figure sono sovrastate da esili arcate gotiche e sono racchiuse entro motivi ornamentali che occupano l'intero sfondo. Nella fascia inferiore del trittico è invece incisa una scritta latina in caratteri gotici: «Hic me aportav/ it Bonefacius Rotarius civis Aste/nsis in honore // D(omi)ni n(ost)ri Yh(ies)u C(hristi) et / beate Marie virginis an(n)o D(omi)ni MCCCL/VIII die p(ri)mo [sic] septe(m)ber». Il Trittico del Rocciamelone è composto da tre parti terminanti a cuspide, unite da quattro cerniere: a quella centrale, più grande, ne sono collegate due più piccole di forma trapezoidale, che fungono da sportelli. Sulla tavola centrale è raffigurata la Vergine seduta su un trono a cassapanca, mentre tiene in braccio il Bambino, il quale in una mano regge un globo e con l'altra accarezza il mento della Madre. Sull'anta di sinistra è rappresentato san Giorgio nell'atto di trafiggere il drago; mentre su quella di sinistra v'è un santo con la barba, forse san Giovanni Battista (patrono dei Cavalieri di Malta), con le mani posate sulle spalle di un guerriero inginocchiato (il committente). Tutte le figure sono sovrastate da esili arcate gotiche e sono racchiuse entro motivi ornamentali che occupano l'intero sfondo. Nella fascia inferiore è incisa la seguente scritta latina in caratteri gotici: «Hic me aportav/it Bonefacius Rotarius civis Aste/nsis in honore // D(omi)ni n(ost)ri Yh(ies)u C(hristi) et / beate Marie virginis an(n)o D(omi)ni MCCCL/VIII die p(ri)mo [sic] septe(m)ber». Tradizioni/Venerazione: Nel 1358 il marchese Bonifacio Rotario d'Asti portò sulla cima del Rocciamelone un trittico bronzeo per adempiere ad un voto fatto quando cadde prigioniero dei turchi durante l'ultima crociata. La tradizione vuole che deponesse l'opera nella cavità di una roccia. Rotario, stanco del cammino, si sarebbe poi fermato a riposare in un rifugio a m 2834 di quota; e fu in questo luogo che si costruì nei secoli successivi la cappella, che - distrutta e ricostruita più volte - è giunta fino a noi. Storia: Nel 1673 Giacomo Gagnor di Novaretto, convinto di fare un piacere al duca Carlo Emanuele II, portò il trittico al castello di Rivoli, dove i Savoia stavano trascorrendo il periodo estivo, in maniera da risparmiare al sovrano la faticosa salita fino alla cima del Rocciamelone. L'opera venne esposta nella chiesa dei Padri Cappuccini di Rivoli e onorata con un solenne pellegrinaggio da Rivoli a Susa, cui parteciparono un'enorme folla di fedeli e le maggiori autorità religiose e civili. Il trittico fu infine posto nella cattedrale di San Giusto, da dove è stato recentemente trasferito nella sede del Museo Diocesano, situato nella chiesa della Madonna del Ponte. Incoronazioni: Il trittico è stato incoronato nel 1930. Note: Alla fine del XIX sec. fu eretta in cima al monte una statua della Vergine, opera dello scultore G. Stuardi: fu trasportata nel 1899 dagli alpini della brigata Susa. Fu fusa in otto pezzi dallo stabilimento Strada di Milano. Il bronzo pesa 650 kg, l'anima in ferro 800. Sito Web: http://www.lavalsusa.comhttp://www.kaps.it (alcune informazioni sono inesatte)
Intitolazione: Madonna della Neve
Nazione: Italia
Luogo: Susa (TO), Museo Diocesano d'Arte Sacra (nei locali della Rettoria, annessi alla Chiesa della Madonna del Ponte)
Tipologia: trittico
Materia/Tecnica: ottone inciso a bulino
Dimensioni: 57,3 × 51, 4 cm
Epoca: 1358 ca.
Autore: anonimo scultore di scuola fiamminga
Iconografia: Madonna con il Bambino tra san Giorgio, san Giovanni Battista (?) e il committente
Descrizione: Il Trittoco del Rocciamelone, che pesa 7 kg, interamente inciso con il bulino, è composto da tre parti terminanti a cuspide, unite da quattro cerniere: a quella centrale, più grande, sono collegate due più piccole a foma di trapezio, che fungono da sportelli, in maniera da rendere più comodo il trasporto del trittico. Sulla tavola centrale è rappresentata la Madonna seduta su un trono a cassapanca mentre tiene in braccio il piccolo Gesù, che in una mano regge una sfera, simbolo del mondo, e con l'altra accarezza il mento della madre. Entrambi hanno il capo circondato da un'aureola. Sull'anta di sinistra è rappresentato san Giorgio a cavallo nell'atto di trafiggere con la sua lancia il drago; mentre su quella di sinistra c'è un santo con la barba, probabilmente san Giovanni Battista (patrono dei Cavalieri di Malta), con le mani posate sulle spalle di un guerriero inginocchiato che rappresenta il committente del trittico, Bonifacio Rotario. Tutte le figure sono sovrastate da esili arcate gotiche e sono racchiuse entro motivi ornamentali che occupano l'intero sfondo. Nella fascia inferiore del trittico è invece incisa una scritta latina in caratteri gotici: «Hic me aportav/ it Bonefacius Rotarius civis Aste/nsis in honore // D(omi)ni n(ost)ri Yh(ies)u C(hristi) et / beate Marie virginis an(n)o D(omi)ni MCCCL/VIII die p(ri)mo [sic] septe(m)ber». Il Trittico del Rocciamelone è composto da tre parti terminanti a cuspide, unite da quattro cerniere: a quella centrale, più grande, ne sono collegate due più piccole di forma trapezoidale, che fungono da sportelli. Sulla tavola centrale è raffigurata la Vergine seduta su un trono a cassapanca, mentre tiene in braccio il Bambino, il quale in una mano regge un globo e con l'altra accarezza il mento della Madre. Sull'anta di sinistra è rappresentato san Giorgio nell'atto di trafiggere il drago; mentre su quella di sinistra v'è un santo con la barba, forse san Giovanni Battista (patrono dei Cavalieri di Malta), con le mani posate sulle spalle di un guerriero inginocchiato (il committente). Tutte le figure sono sovrastate da esili arcate gotiche e sono racchiuse entro motivi ornamentali che occupano l'intero sfondo. Nella fascia inferiore è incisa la seguente scritta latina in caratteri gotici: «Hic me aportav/it Bonefacius Rotarius civis Aste/nsis in honore // D(omi)ni n(ost)ri Yh(ies)u C(hristi) et / beate Marie virginis an(n)o D(omi)ni MCCCL/VIII die p(ri)mo [sic] septe(m)ber».
Tradizioni/Venerazione: Nel 1358 il marchese Bonifacio Rotario d'Asti portò sulla cima del Rocciamelone un trittico bronzeo per adempiere ad un voto fatto quando cadde prigioniero dei turchi durante l'ultima crociata. La tradizione vuole che deponesse l'opera nella cavità di una roccia. Rotario, stanco del cammino, si sarebbe poi fermato a riposare in un rifugio a m 2834 di quota; e fu in questo luogo che si costruì nei secoli successivi la cappella, che - distrutta e ricostruita più volte - è giunta fino a noi.
Storia: Nel 1673 Giacomo Gagnor di Novaretto, convinto di fare un piacere al duca Carlo Emanuele II, portò il trittico al castello di Rivoli, dove i Savoia stavano trascorrendo il periodo estivo, in maniera da risparmiare al sovrano la faticosa salita fino alla cima del Rocciamelone. L'opera venne esposta nella chiesa dei Padri Cappuccini di Rivoli e onorata con un solenne pellegrinaggio da Rivoli a Susa, cui parteciparono un'enorme folla di fedeli e le maggiori autorità religiose e civili. Il trittico fu infine posto nella cattedrale di San Giusto, da dove è stato recentemente trasferito nella sede del Museo Diocesano, situato nella chiesa della Madonna del Ponte.
Incoronazioni: Il trittico è stato incoronato nel 1930.
Note: Alla fine del XIX sec. fu eretta in cima al monte una statua della Vergine, opera dello scultore G. Stuardi: fu trasportata nel 1899 dagli alpini della brigata Susa. Fu fusa in otto pezzi dallo stabilimento Strada di Milano. Il bronzo pesa 650 kg, l'anima in ferro 800.
Sito Web: http://www.lavalsusa.comhttp://www.kaps.it (alcune informazioni sono inesatte)
Intitolazione: Madonna della Neve
Nazione: Italia
Luogo: Susa (TO), Museo Diocesano d'Arte Sacra (nei locali della Rettoria, annessi alla Chiesa della Madonna del Ponte)
Tipologia: trittico
Materia/Tecnica: ottone inciso a bulino
Dimensioni: 57,3 × 51, 4 cm
Epoca: 1358 ca.
Autore: anonimo scultore di scuola fiamminga
Iconografia: Madonna con il Bambino tra san Giorgio, san Giovanni Battista (?) e il committente
Descrizione: Il Trittoco del Rocciamelone, che pesa 7 kg, interamente inciso con il bulino, è composto da tre parti terminanti a cuspide, unite da quattro cerniere: a quella centrale, più grande, sono collegate due più piccole a foma di trapezio, che fungono da sportelli, in maniera da rendere più comodo il trasporto del trittico. Sulla tavola centrale è rappresentata la Madonna seduta su un trono a cassapanca mentre tiene in braccio il piccolo Gesù, che in una mano regge una sfera, simbolo del mondo, e con l'altra accarezza il mento della madre. Entrambi hanno il capo circondato da un'aureola. Sull'anta di sinistra è rappresentato san Giorgio a cavallo nell'atto di trafiggere con la sua lancia il drago; mentre su quella di sinistra c'è un santo con la barba, probabilmente san Giovanni Battista (patrono dei Cavalieri di Malta), con le mani posate sulle spalle di un guerriero inginocchiato che rappresenta il committente del trittico, Bonifacio Rotario. Tutte le figure sono sovrastate da esili arcate gotiche e sono racchiuse entro motivi ornamentali che occupano l'intero sfondo. Nella fascia inferiore del trittico è invece incisa una scritta latina in caratteri gotici: «Hic me aportav/ it Bonefacius Rotarius civis Aste/nsis in honore // D(omi)ni n(ost)ri Yh(ies)u C(hristi) et / beate Marie virginis an(n)o D(omi)ni MCCCL/VIII die p(ri)mo [sic] septe(m)ber». Il Trittico del Rocciamelone è composto da tre parti terminanti a cuspide, unite da quattro cerniere: a quella centrale, più grande, ne sono collegate due più piccole di forma trapezoidale, che fungono da sportelli. Sulla tavola centrale è raffigurata la Vergine seduta su un trono a cassapanca, mentre tiene in braccio il Bambino, il quale in una mano regge un globo e con l'altra accarezza il mento della Madre. Sull'anta di sinistra è rappresentato san Giorgio nell'atto di trafiggere il drago; mentre su quella di sinistra v'è un santo con la barba, forse san Giovanni Battista (patrono dei Cavalieri di Malta), con le mani posate sulle spalle di un guerriero inginocchiato (il committente). Tutte le figure sono sovrastate da esili arcate gotiche e sono racchiuse entro motivi ornamentali che occupano l'intero sfondo. Nella fascia inferiore è incisa la seguente scritta latina in caratteri gotici: «Hic me aportav/it Bonefacius Rotarius civis Aste/nsis in honore // D(omi)ni n(ost)ri Yh(ies)u C(hristi) et / beate Marie virginis an(n)o D(omi)ni MCCCL/VIII die p(ri)mo [sic] septe(m)ber».
Tradizioni/Venerazione: Nel 1358 il marchese Bonifacio Rotario d'Asti portò sulla cima del Rocciamelone un trittico bronzeo per adempiere ad un voto fatto quando cadde prigioniero dei turchi durante l'ultima crociata. La tradizione vuole che deponesse l'opera nella cavità di una roccia. Rotario, stanco del cammino, si sarebbe poi fermato a riposare in un rifugio a m 2834 di quota; e fu in questo luogo che si costruì nei secoli successivi la cappella, che - distrutta e ricostruita più volte - è giunta fino a noi.
Storia: Nel 1673 Giacomo Gagnor di Novaretto, convinto di fare un piacere al duca Carlo Emanuele II, portò il trittico al castello di Rivoli, dove i Savoia stavano trascorrendo il periodo estivo, in maniera da risparmiare al sovrano la faticosa salita fino alla cima del Rocciamelone. L'opera venne esposta nella chiesa dei Padri Cappuccini di Rivoli e onorata con un solenne pellegrinaggio da Rivoli a Susa, cui parteciparono un'enorme folla di fedeli e le maggiori autorità religiose e civili. Il trittico fu infine posto nella cattedrale di San Giusto, da dove è stato recentemente trasferito nella sede del Museo Diocesano, situato nella chiesa della Madonna del Ponte.
Incoronazioni: Il trittico è stato incoronato nel 1930.
Note: Alla fine del XIX sec. fu eretta in cima al monte una statua della Vergine, opera dello scultore G. Stuardi: fu trasportata nel 1899 dagli alpini della brigata Susa. Fu fusa in otto pezzi dallo stabilimento Strada di Milano. Il bronzo pesa 650 kg, l'anima in ferro 800.
Sito Web: http://www.lavalsusa.comhttp://www.kaps.it (alcune informazioni sono inesatte)
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